CORONAVIRUS E PIATTAFORME E-LEARNING PER LE SCUOLE

Negli ultimi tempi si discute molto sulla possibilità di utilizzare le piattaforme di e-learning per le scuole. Infatti, la chiusura temporanea delle scuole a causa dell’attuale crisi sanitaria che il mondo, e in particolare l’Italia, sta vivendo a causa del coronavirus (COVID19), porta la didattica a trasferirsi online.

Le piattaforme di e-learning si apprestano ad accogliere le lezioni di milioni di italiani di tutte le età, con tutti i contenuti multimediali utili per le lezioni virtuali che coinvolgono direttamente anche la formazione tecnologica di insegnanti e professori, ad ogni livello e tipologia di formazione. Vediamo insieme come funzionano e quali vantaggi hanno le piattaforme di e-learning per le scuole.

E-LEARNING E NUOVE OPPORTUNITA’ TECNOLOGICHE PER LE SCUOLE

Con l’emergenza coronavirus il mondo dell’e-learning sta affrontando una nuova opportunità per innovare il mondo dell’educazione e dell’insegnamento tradizionale, portando l’apprendimento direttamente nelle case e sui dispositivi digitali dei discenti.

La chiusura delle scuole da parte del Ministero dell’Istruzione (con il decreto del 4 marzo scorso) ha infatti coinvolto quasi 4 milioni di studenti, costringendo scuole ed enti di formazione a ricorrere all’e-learning per accorciare la distanza fisica con gli alunni e per non interrompere i percorsi di apprendimento con conseguenze altrimenti complicate da gestire.

Didattica a distanza, la nuova piattaforma del MIUR

Una delle prime misure è stata fortemente voluta dalla ministra Lucia Azzolina e riguarda il lancio di una web app per la didattica a distanza, disponibile nella sezione del sito www.miur.it dedicata al coronavirus.

In una prima parte, detta “fase uno”, vengono condivise tecnologie, piattaforme e contenuti multimediali utili alle lezioni online. Mentre la “fase due” è improntata alla formazione tecnologica dei docenti italiani, anche forse per rimediare alle ben note falle del sistema.

Difatti, secondo l’ultimo indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società (Desi) della Commissione Europea, l’Italia si trova al 24° posto, con solo il 20% del corpo docente in possesso di un corso formativo sul digitale. Addirittura il 24% di istituti scolastici non posseggono ancora una programmazione specifica sul tema.

Piattaforme gratuite per la didattica a distanza (fase 1)

Sin dall’inizio dello stato di emergenza, le scuole italiane hanno iniziato a sperimentare come la didattica online potesse essere la valida risposta al problema dell’isolamento di tutte le comunità scolastiche.

Proprio nella sezione dedicata alla fase 1 del sito del MIUR vengono offerti strumenti da partner pubblici e privati che collaborano con il Ministero attraverso i protocolli in rete, ovvero accordi di scambio a titolo gratuito. In sostanza, il Ministero certifica la validità dello strumento in questione e le aziende lo mettono a disposizione gratuitamente in casi di emergenza come questo.

Primi fra tutti, i link alle piattaforme per la didattica a distanza più diffuse, come Office 365 di Microsoft o Google Classroom. Altre piattaforme e-learning si aggiungeranno a queste, grazie alle due call indette del Ministero per la parte hardware (chiavette, pc, tablet) e software. Ci sono degli standard minimi da rispettare, dalle certificazioni Agid legate al GDPR alla gratuità del servizio.

Per un collegamento diretto con le realtà scolastiche più avanzate è stata messa a disposizione la Rete delle mille avanguardie educative, per gemellaggi con le scuole che sono rimaste indietro nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Presenti anche dei webinar in cui viene spiegato come usare le piattaforme per la didattica a distanza.

Inoltre, sono disponibili dei contenuti multimediali fruibili da subito, come le library messe a disposizione dalla Rai e da Treccani, utili per gli insegnanti che vorranno usarle durante la didattica.

L’utilizzo di tutte queste piattaforme e soluzioni digitali non è obbligatorio, ma saranno le singole scuole a decidere se servirsene per l’apprendimento.

Innovazione futura nelle scuole (fase 2)

La fase 2 punterà invece a rilanciare l’innovazione didattica e la formazione, diffondendo la formazione a distanza delle scuole, attraverso gemellaggi e attraverso la community di docenti già esistente. La speranza è che tutte le scuole dimostrino volontà e interesse nell’intraprendere queste nuove strade per la digitalizzazione.

MISURE E FONDI PER L’E-LEARNING NELLE SCUOLE

Lo scopo delle recenti misure è quello di aiutare con dei fondi le imprese e le famiglie ad attrezzarsi con software e hardware necessari per la didattica a distanza. Ecco le misure permesse:

  • Concedere alle scuole delle piattaforme e degli strumenti digitali per l’apprendimento a distanza o potenziare quelli già in dotazione;
  • Concedere agli studenti meno abbienti dispositivi digitali comodato d’uso per accedere alle piattaforme e-learning;
  • Formare il personale scolastico sulla didattica a distanza;
  • Adottare queste misure e fornire supporto all’utilizzo delle piattaforme di didattica a distanza anche nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado per l’anno scolastico 2019/2020.

I PROBLEMI NELLA DIGITALIZZAZIONE DI SCUOLE E UNIVERSITÀ ITALIANE

Secondo alcune ricerche condotte da Docety e Fileta, esistono dei problemi concreti nel modo in cui scuole e università italiane percepiscono l’utilizzo di dispositivi digitali per l’apprendimento.

In questo periodo particolare, in cui le abitudini degli italiani stanno cambiando, è emerso uno scetticismo generale verso il mondo dell’e-learning in Italia, soprattutto in relazione all’applicazione di metodi digitali per l’apprendimento in tutti i livelli scolastici. Fa però ben sperare che gli unici ottimisti sull’uso di piattaforme e-learning siano gli under-18.

Cosa ostacola la digitalizzazione in Italia?

Il 41% degli intervistati durante la ricerca ha risposto che la scarsa alfabetizzazione informatica e le abitudini ancora troppo radicate e ancorate alla prossimità fisica siano il vero ostacolo alla digitalizzazione in Italia. Si pensi al ritardo nell’utilizzo degli e-commerce in Italia rispetto ad altri paesi, tecnologie utilizzate ancora da una percentuale abbastanza bassa di italiani, forse anche a causa di una volontà politica troppo debole. Il 3,91% di chi ha partecipato al sondaggio è addirittura contrario all’e-learning, mentre il 100% di chi ha conseguito un dottorato si è detto favorevole.

Lo smart working e il lavoro da casa sono oggi indispensabili, ma se la formazione si allontana dall’e-learning le possibilità di cambiare le abitudini e digitalizzarsi come gli altri paesi sono sempre più difficili.

Ciò deriva probabilmente da una scorretta comprensione del termine digitalizzazione, il quale non significa “saper usare un computer”, ma poter raggiungere anche quelle persone che non possono muoversi e ampliare le prospettive di crescita del paese, con conseguenti vantaggi e servizi più efficienti.

Il digitale crea continuamente innumerevoli opportunità per le menti aperte allo sviluppo e al cambiamento. Un paese ricco di potenzialità come l’Italia deve prepararsi ad accogliere a braccia aperte e senza remore quei nuovi strumenti utili a imparare e a diffondere la formazione e la cultura, a partire da quella scolastica delle scuole e delle università.

Gemellaggio tra aziende e istituti per l’e-learning

Con l’emergenza sanitaria in atto e la sospensione delle lezioni, i singoli istituti scolastici sfruttano le piattaforme di e-learning messe a disposizione dal Ministero dell’Istruzione spingendosi verso una duplice sfida, culturale e tecnologica. Da una parte gli sforzi dei docenti alle prese con la didattica virtuale e dall’altra le tecnologie a disposizione che a volte lasciano a desiderare, soprattutto in modalità “remota”.

In questo contesto, diverse aziende italiane hanno deciso di promuovere un gemellaggio importante con le scuole, attraverso l’iniziativa Adotta una scuola, per aiutare gli istituti scolastici a dotarsi di tutti gli strumenti per sviluppare efficacemente l’innovativo modello di insegnamento promosso dall’e-learning.

I primi risultati della didattica a distanza nelle scuole

Il primo feedback ottenuto dall’adozione delle piattaforme e-learning nelle scuole è positivo e la didattica a distanza sembrerebbe funzionare bene. È stata necessaria un’emergenza sanitaria come quella del coronavirus per portare le scuole a usare le tecnologie informatiche e digitali in modo così completo e a tutto tondo.

​L’Associazione Nazionale Presidi si è attivata per fornire informazioni, esempi e supporto alle istituzioni scolastiche che hanno attivato la didattica a distanza, anche attraverso una task force nazionale. Le scuole più esperte nella Dad (didattica a distanza) danno consigli agli istituti meno esperti.

Non resta che sperare che la situazione di emergenza che ha messo alle strette il mondo dell’istruzione con l’utilizzo dell’e-learning porti ad un cambio di mentalità che promuova l’innovazione digitale anche in settori come quello scolastico.

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